Il sogno in Gestalt


F. Perls, La terapia gestaltica: parola per parola, Astrolabio

“Con i sogni facciamo qualcosa di molto più interessante. Invece di analizzare il sogno, frammentandolo ulteriormente, vogliamo ridargli la vita. E il modo di riportarlo in vita consiste nel rivivere il sogno come se stesse avvenendo in questo istante.
Invece di raccontare il sogno come fosse una storia del passato, agitelo nel presente, in modo che possa diventare parte di voi, in modo da restarne effettivamente coinvolti.”

“Nel sogno, o nel perimetro del sogno, nell’ambiente del sogno, troviamo tutto quello che ci serve.

Il sogno ci dà un’ottima occasione per scoprire i buchi della personalità. […] Secondo me, il sogno è un messaggio esistenziale intorno alle parti mancanti della personalità, e nel sogno si può capire con estrema chiarezza da che cosa si sta fuggendo. Tipicissimi sono gli incubi in cui si scappa da qualcosa.” F.Perls.



Il sogno nel Gestalt Bodywork Counseling


Se nella visione di Fritz Perls il sogno era già un’esperienza viva, da incarnare nel presente attraverso la drammatizzazione, nel Gestalt Bodywork Counseling il corpo diventa il protagonista di questa esplorazione.

Qui non si tratta solo di rivivere le scene oniriche o dialogare con le figure del sogno, ma di lasciare che sia il corpo a raccontare la propria storia. Il corpo è memoria: di emozioni, traumi, desideri inespressi. Il sogno può allora diventare una chiave per accedere a questa memoria somatica. Un respiro che si blocca in un punto preciso del racconto, uno sguardo che si abbassa mentre si nomina una figura, una postura che cambia nel momento in cui il sogno si fa minaccioso o tenero. Si può dar voce a questi segnali corporei.

Dove lo senti nel corpo? Come si muove questa immagine in te? Se questa emozione fosse un gesto, quale sarebbe?

Una tensione alla gola mentre si parla di un sogno in cui la voce è negata può diventare occasione per portare attenzione, contatto, respiro.  Si può invitare il cliente a “diventare” quella gola chiusa, a esplorare cosa vuole dire, cosa trattiene.

Che forma ha? Che movimento fa? Dove la sento?



Come funziona in pratica
Lavoro sul sogno in seduta individuale.
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1 — Porti un sogno

Si parte dal racconto del sogno, che viene condiviso senza interpretazioni.
Anche frammentato, anche confuso.
Possiamo concentrarci su un frammento, o sul processo che il sogno porta co sé.

3 — Emerge qualcosa

Un’emozione, una direzione, una consapevolezza. Qualcosa che stava aspettando di essere visto.
Oggi, qui e ora, tra noi.

2 — Partiamo da un’immagine o da una scena

Non analizziamo il sogno da fuori. Lo raccontiamo come se stesse succedendo adesso. Ogni parte del sogno è parte di noi.
Ci entriamo dentro — diventiamo i personaggi, abitiamo le immagini,
lo mettiamo in scena, lasciamo che il corpo risponda.

4 — Si integra nel presente


Il sogno non parla del passato.
Quello che emerge viene riportato alla situazione che stiamo vivendo. Sono parti di noi, che oggi possono essere integrate.
Come puoi portare quello che abbiamo visto oggi nella vita di ogni giorno?
Qual è il prossimo passo?


Freud, Jung, Perls

Freud vedeva i sogni come appagamenti mascherati di desideri inconsci

Sigmund Freud è stato il fondatore della psicoanalisi e uno dei primi studiosi a considerare il sogno come una via di accesso all’inconscio. Nel suo lavoro ha esplorato il rapporto tra desideri, emozioni profonde e vita psichica, aprendo una nuova visione dell’essere umano.

Jung considerava i sogni manifestazioni dell’inconscio collettivo


Carl Gustav Jung ha ampliato lo studio dell’inconscio introducendo il concetto di simbolo, archetipo e inconscio collettivo. Per Jung il sogno non era solo interpretazione del passato, ma uno strumento di trasformazione e dialogo con le parti più profonde della persona.

Perls non si chiede più “Cosa significa il sogno?”, ma “Chi sei tu in questo sogno?”.

Fritz Perls, fondatore della Gestalt Therapy, ha rivoluzionato il lavoro sui sogni trasformandolo in esperienza viva e presente. Nel suo approccio il sogno non viene analizzato dall’esterno, ma vissuto attraverso il corpo, la voce e l’esperienza diretta, per favorire consapevolezza e integrazione personale.