Il lavoro sul sogno e sull’immaginario riveste un ruolo centrale nel processo terapeutico della Gestalt: attraverso la “messa in forma” dei simboli inconsci evocati dal materiale onirico, il paziente è accompagnato in un percorso di trasformazione profonda della propria personalità.
Nella pratica gestaltica, il sogno viene esplorato in tutte le sue espressioni: sogno notturno, sogno da svegli, metafore, immagini creative. Questi contenuti interiori diventano ponti tra la realtà interna e quella esterna, facilitando connessioni con l’ambiente sociale, concreto e condiviso.
“In terapia gestaltica i sogni non vengono interpretati. Con i sogni facciamo qualcosa di molto più interessante. Invece di analizzare il sogno, frammentandolo ulteriormente, vogliamo ridargli la vita. E il modo di riportarlo in vita consiste nel rivivere il sogno come se stesse avvenendo in questo istante. Invece di raccontare il sogno come fosse una storia del passato, agitelo nel presente, in modo che possa diventare parte di voi, in modo da restarne effettivamente coinvolti.”
F. Perls, La terapia gestaltica: parola per parola, Astrolabio, pag.82
Fritz Perls ribalta radicalmente l’approccio classico freudiano e junghiano, spostando il sogno dalla dimensione interpretativa al piano dell’esperienza immediata. Quando parliamo di sogni nella Gestalt, non li intendiamo come misteri da decifrare né come simboli da interpretare.
Per Perls, ogni sogno rappresenta un messaggio esistenziale, una comunicazione diretta del nostro sé autentico.
Tutti i vari elementi del sogno sono frammenti della personalità. Dal momento che lo scopo di ciascuno di noi è diventare una personalità sana, vale a dire unificata, occorre riunire i frammenti del sogno.
Il nostro compito non è quindi interpretarli, ma entrarci in relazione, riconoscerli come parti di noi e integrarli.
Riappropriarsi di questi frammenti significa recuperarne il potenziale di significato, separarli dalle esperienze del passato e reintegrarli nella consapevolezza del presente.
“Non c’è un altro contesto in cui la frammentazione della personalità umana venga fuori meglio che nel sogno. […]
E precisamente la reintegrazione delle parti disconosciute della personalità […] La terapia gestaltica è un approccio integrativo. Noi integriamo.”
F. Perls, La terapia gestaltica parola per parola, Astrolabio, pag. 16
La visione gestaltica rappresenta una svolta rispetto ai modelli di Freud e Jung: se Freud vedeva i sogni come appagamenti mascherati di desideri inconsci, e Jung li considerava manifestazioni dell’inconscio collettivo, Perls propone un approccio radicalmente diverso. Non si chiede più “Cosa significa il sogno?”, ma “Chi sei tu in questo sogno?”.
Il sogno, nella Gestalt, non è qualcosa da interpretare, ma da vivere, da esplorare nel qui e ora.
“Nel sogno, o nel perimetro del sogno, nell’ambiente del sogno, troviamo tutto quello che ci serve. […] Il sogno ci dà un’ottima occasione per scoprire i buchi della personalità. […] Secondo me, il sogno è un messaggio esistenziale intorno alle parti mancanti della personalità, e nel sogno si può capire con estrema chiarezza da che cosa si sta fuggendo. Tipicissimi sono gli incubi in cui si scappa da qualcosa.”
F. Perls, La terapia gestaltica parola per parola, Astrolabio, pag. 83
Le immagini oniriche raccontano i nostri conflitti, i bisogni inespressi, le emozioni negate, ma anche il nostro modo di stare nel mondo. Il sogno, infatti, non mostra solo le nostre parti interiori, ma anche come abitiamo la realtà e ci relazioniamo con gli altri. Il sogno diventa così anche uno strumento di autoregolazione organismica: si considera l’organismo come un sistema in equilibrio, la cui caratteristica principale è la capacità di autoregolarsi. Come ogni funzione dell’organismo, anche il sogno cerca un riequilibrio tra bisogno e ambiente, tra esperienza vissuta e possibilità di trasformazione. In questo senso, può essere letto come espressione del ciclo di contatto, segnalando dove il flusso esperienziale si interrompe o si blocca. Perls ha sviluppato una metodologia che si articola in quattro fasi:
• Si parte dal racconto del sogno, che viene condiviso senza interpretazioni.
• Si passa alla drammatizzazione: il paziente rievoca il sogno in prima persona e al tempo presente, come se lo stesse vivendo ora.
• Si ricrea l’atmosfera del sogno, mettendo in scena suoni, toni, gesti: il paziente diventa il regista della propria esperienza onirica.
• Infine, il paziente impersona le diverse parti del sogno, dando loro voce e corpo.
Non è necessario lavorare con tutto il sogno: basta entrare in contatto con uno o due elementi significativi per attivare un processo di integrazione.
Qui alcuni principi chiave su come Perls affrontava i sogni:
• Sogno come realtà – Perls considerava il sogno come un’esperienza vivente, che rifletteva la realtà interna del sognatore.
• Tecnica del “tu sei” – In terapia, Perls invitava spesso il paziente a essere ogni parte del sogno. Questo permetteva di esplorare aspetti diversi della personalità e far emergere emozioni nascoste.
• Focus sul presente – Lavorare con il sogno aiutava il cliente a diventare più consapevole di ciò che stava accadendo
nel presente.
• Emozioni corporee – Parte dell’approccio di Perls consisteva nel collegare il sogno alle sensazioni fisiche. Incoraggiava i pazienti a osservare come si sentivano nel corpo mentre raccontavano il sogno, usando queste percezioni come porte d’accesso a emozioni più profonde.
• Risoluzione dei conflitti – Attraverso il sogno, il terapeuta aiutava a riconoscere e risolvere conflitti interni, affrontando paure, desideri e parti trascurate del sé.
• Il sogno e il desiderio – Oltre a riflettere ferite o blocchi, il sogno può rivelare aspirazioni profonde, desideri
inespressi e spinte vitali in cerca di espressione. Lavorare con il sogno significa anche lasciar emergere la parte creativa che vuole prendere forma nella vita reale.
• Sogno vs fantasia – In Gestalt, è fondamentale distinguere tra sogno e fantasia: il sogno è espressione autentica e spontanea dell’esperienza, mentre la fantasia può diventare una forma di evitamento, una fuga dal contatto con la realtà.
• Sogni ricorrenti e interrotti – I sogni che si ripetono o si interrompono sempre nello stesso punto possono indicare interruzioni croniche del contatto o temi irrisolti. Anche solo nominarli e sentirli nel corpo può aprire un varco verso nuove possibilità di completamento.

